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Batteria per PC portatile Asus K52F

Motorola è un marchio da sempre molto conosciuto all'interno del mondo della telefonia mobile. Basti pensare che il primo terminale di cui si abbia un ricordo vivido, il vecchio star tac, era prodotto proprio dalla compagnia americana. Con il passare del tempo il produttore d'oltre oceano ha vissuto di alti e bassi rimanendo comunque sempre una delle aziende più attive nel panorama internazionale.A testimonianza di ciò dopo il successo ottenuto con i vari Razr V3 e PEBL, Motorola è stata una delle realtà che per prime ha creduto al progetto di Google, adottando per le proprie soluzione l'attuale sistema operativo mobile più diffuso al mondo, ovvero Android.Come da tradizione, il produttore statunitense ha cercato da subito di distinguersi anche tra i produttori di terminali Android grazie all'adozione di particolari design o di soluzioni stilistiche singolari, cercando così di doppiare il successo ottenuto negli anni passati con terminali come Motorola V3 e Motorola PEBL. Purtroppo, tuttavia, l'universo Android nasconde un sacco di difficoltà; prima su tutte la diffusione in grande scala dello stesso OS che sfocia in una concorrenza davvero spietata, sulla quale prevalere è diventata un missione molto complicata.

Per questo motivo occorre avere una gamma di prodotti molto ampia e che soddisfi tutte le esigenze dell'utenza alla quale solo destinati. A fianco a soluzioni "estrose" come Backflip e Flipout, indubbiamente interessanti ma destinate ad un pubblico con gusti particolari, Motorola inserisce quindi nella propria gamma anche soluzioni più "concrete" come ad esemprio Atrix, Milestone o il rugged Defy. Queste ultime soluzioni sono quelle caratterizzate da un design più lineare e classico e, guardacaso, sono anche le soluzioni che fino ad ora hanno riscontrato maggior successo.Ci sono poi terminali che affiancano estrosità e concretezza in un unica soluzione cercando di soddisfare in un unico prodotto sia gli amanti dello stile che quelli più interessati alle prestazioni. È questo il caso dell'ultimo Motorola Razr, che, pur portando in dote un nome diventato famoso grazie a un terminale del passato, offre una scheda tecninca al passo con le attuali richieste, tranquillamente paragonabile a quella di molti terminali di fascia alta della concorrenza.Proprio Motorola Razr è l'oggetto della recensione di oggi. Di seguito troviamo quindi la scheda tecnica del terminale. Ricordiamo che nel caso in cui disponibili le informazioni sono state ricavate dal sito ufficiale del produttore.

La giornata odierna vede il debutto ufficiale della seconda generazione di APU, Accelerated Processing Unit, di AMD destinata all'utilizzo in sistemi notebook di fascia medio alta. Ci riferiamo alle proposte note con il nome in codice di Trinity, disponibili sul mercato come soluzioni della serie A-4000, che in varie occasioni ufficiali AMD ha mostrato in funzione evidenziando come il connubio tra CPU e GPU integrate nello stesso componente permettesse di ottenere un livello prestazionale medio molto ben bilanciato.Trinity viene dopo Llano, la prima generazione di APU AMD costruita con tecnologia a 32 nanometri, presentata in declinazione per sistemi notebook nel corso del mese di Giugno 2011. E' trascorso poco meno di un anno e AMD con Trinity cambia le carte in tavola aggiornando la propria APU sia per la componente CPU come per quella GPU, lasciando invariato il solo processo produttivo che rimane quello a 32 nanometri con produzione delegata a GlobalFoundries.Volendo fare un paragone con le architetture Intel potremmo definire il passaggio da Llano a Trinity come una fase di Tock, nella quale cioè a parità di tecnologia produttiva utilizzata viene introdotta una microarchitettura completamente nuova. In questo caso le novità per AMD riguardano la APU nel suo complesso, avendo Trinity significative differenze rispetto a Llano tanto nella componente CPU come in quella GPU.

L'utilizzo della stessa tecnologia produttiva a 32 nanometri adottata per la produzione delle APU Llano ha implicato un aumento della superficie del die delle proposte Trinity: passiamo dai precedenti 228 millimetri quadrati agli attuali 246, con un incremento nel numero di transistor da 1,178 miliardi sino a 1,303 miliardi. Ad un aumento di poco meno dell'8% della superficie del die corrisponde un incremento del 10% nel numero di transistor, richiesto sia dall'utilizzo di una nuova architettura dal versante CPU, quella Piledriver, sia dalla componente GPU integrata che passa all'architettura VLIW-4 della famiglia Nothern Island.A caratterizzare le proposte della famiglia Trinity troviamo anche nuovi intervalli per i TDP, indicazione del livello di consumo massimo generato dalla APU durante il funzionamento e quindi linea guida di riferimento per il corretto dimensionamento dei sistemi di raffreddamento abbinati. Se le declinazioni per sistemi desktop verranno proposte con valori di 65 Watt e 100 Watt a seconda dei modelli per quelle mobile AMD ha introdotto anche versioni con TDP massimo pari a 17 Watt, accanto a quelle da 35 Watt e da 45 Watt comuni anche alle proposte Llano. La disponibilità di versioni con TDP di 17 Watt è un attacco diretto alle soluzioni Intel per sistemi Ultrabook: con Trinity AMD vuole estendere la propria presenza nel settore dei sistemi notebook, andando a presidiare anche quello dei portatili di più ridotte dimensioni curati in modo particolare nel design.

Il debutto odierno riguarda le sole versioni di APU Trinity destinate all'utilizzo in sistemi notebook; AMD ha voluto privilegiare questa classe di dispositivi così come avvenuto anche con le soluzioni Llano lo scorso anno, mossa del resto più che sensata considerando come sia questo il settore maggiormente trainante del mercato. Per le versioni destinate a sistemi desktop bisognerà ancora attendere alcuni mesi: AMD non ha infatti direttamente indicato il periodo di debutto se non un generico terzo trimestre 2012.Perché il debutto di una nuova generazione di APU è strategico per AMD? Questi prodotti riescono a mettere a disposizione un connubio ritenuto ideale al momento attuale: un buon livello prestazionale della componente CPU, per le tradizionali operazioni di produttività personale, affiancato dalle potenzialità di un sottosistema video integrato che risulta essere superiore a quanto fornito dalle schede video discrete di fascia entry level presenti sul mercato fino allo scorso anno.

Questa miscela di qualità è la stessa proposta da Intel con i processori della famiglia Core, in particolare se basati sulla nuova architettura Ivy Bridge. Se la declinazione di Intel è sbilanciata dal versante CPU, per le qualità proprie dell'architettura Core, le soluzioni APU di AMD hanno sin dalle proposte Llano evidenziato la componente GPU quale punto di forza. Considerando come l'utilizzo dei PC, tanto per attività produttive come per l'intrattenimento, stia diventando sempre più legato alla componente visual ben si capisce quale importanza rivesta per AMD questa famiglia di prodotti.Azioni di cecchinaggio, fasi stealth, grandi spazi aperti, fisica accurata e balistica finemente riprodotta, grafica da urlo. Sono queste le premesse incoraggianti del secondo capitolo di Sniper Ghost Warrior, in sviluppo ancora presso la software house polacca City Interactive. Il primo grande cambiamento rispetto al passato riguarda proprio il motore grafico: si passa, infatti, da Chrome Engine 4 (tecnologia allestita da Techland) all'avveniristico CryEngine 3 di Crytek e, come vedremo, i risultati sono effettivamente strabilianti, perlomeno in fatto di grafica.

Ma City Interactive vuole ascoltare anche il feedback degli utenti che hanno giocato il primo capitolo. Due erano le rimostranze principali: l'eccessiva linearità del gioco single player e la presenza di sezioni action poco rifinite. Lo sviluppatore ha, pertanto, aggiunto molte più sezioni cinematografiche e reso ogni momento della campagna single player altamente coinvolgente. Inoltre, sono state eliminate del tutto le sezioni action, dove si sparava all'impazzata come in un Call of Duty comunque, inserendo più duelli cecchino contro cecchino.City Interactive non è solamente uno sviluppatore, ma è anche uno dei publisher più iconici del mondo dei videogiochi. Sviluppa sulla maggior parte delle piattaorme, tra cui Xbox 360, PlayStation 3, Wii, DS e PC. La compagnia è stata creata nel 2002 combinando una casa di distribuzione con due unità di sviluppo indipendenti. Nella strategia di lungo termine di City Interactive c'è anche l'espansione verso i mercati internazionali, mentre in Polonia è punto di riferimento per l'industria dei videogiochi.Oltre alla sede principale di Varsavia, City Interactive ha studio a Rzeszów, Katowice, Poznan e Bydgoszcz, in Polonia; mentre più recentemente ha aperto le divisioni di Bucarest, Romania; con nuovi uffici anche in Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. È conosciuta principalmente proprio per la serie Sniper Ghost Warrior, ma ha prodotto complessivamente oltre 50 videogiochi, tra cui le serie Art of Murder, Chronicles of Mistery, Code of Honor, Combat Wings, Terrorist Takedown.

In Sniper Ghost Warrior 2 si seguirà una storia raccontata in diverse epoche storiche. Non ci sono ancora dettagli precisi, ma sembra che il flusso delle vicende si sposti dal passato al presente. Ci saranno accadimenti contestualizzati nella guerra nella ex-Jugoslavia, quindi nei primi anni '90, con altri livelli di gioco invece ambientati nella modernità. Nella sequenza iniziale, ad esempio, si assiste a una scena dalla prospettiva esterna, con riprese cinematografiche, mentre il personaggio interpretato dal giocatore viene brutalmente interrogato dalle milizie serbe.Ci saranno diverse location modellate secondo le caratteristiche delle controparti reali. Il gioco inizierà nella città si Sarajevo, con il giocatore che dovrà infiltrarsi tra le linee militari serbe ma, stando alle promesse degli sviluppatori, ci sarà grande varietà negli scenari. Finora sono stati rivelati i livelli di gioco delle Filippine, che trae enorme vantaggio dalla capacità di CryEngine 3 di gestire grandi spazi aperti con grossa presenza di vegetazione, e il livello montagonoso e ricoperto dalla neve del Tibet.

Ultrabook è un termine ormai entrato nel gergo degli appassionati, che si propone di racchiudere all'interno della propria definizione un nuovo concetto di PC portatile, fortemente voluto da Intel e nel quale sono stati investiti circa 300 milioni di dollari. Già, poiché Ultrabook è a tutti gli effetti un marchio registrato proprio da Intel, la quale permette ai propri partner di utilizzarlo a patto di soddisfare alcune caratteristiche base, divenute nel tempo sempre meno stringenti. Ne parleremo fra poco.Alla base di questa nuova definizione troviamo un motivo molto chiaro e concreto: rilanciare il PC portatile in un mondo che sembra avere interesse solo per tablet PC e smartphone, complici anche PC portatili da troppo tempo immutati, forse troppo simili a quelli di cui già si dispone e dei quali non si sente l'esigenza di una sostituzione.Con Ultrabook Intel vorrebbe far passare un messaggio chiaro alla propria clientela, ovvero quello di trovarsi di fronte ad una unità ricercata nel design, molto sottile, senza per questo rinunciare alle prestazioni e a un peso contenuto, dotata inoltre di una buona autonomia di esercizio. Se qualcosa non vi suona nuovo è tutto normale: da tempo esistono apparecchi di questo tipo, ma sono stati soprattutto destinati alla fascia molto elevata di mercato, oppure incarnati da prodotti come Apple MacBook Air.

  1. http://akkusmarkt.blogs.lalibre.be/
  2. http://oowerusern.top-depart.com/
  3. http://meinonline.at/profile/1018379
  4. https://akkusmarkt.wordpress.com/

Motorola è un marchio da sempre molto conosciuto all'interno del mondo della telefonia mobile. Basti pensare che il primo terminale di cui si abbia un ricordo vivido, il vecchio star tac, era prodotto proprio dalla compagnia americana. Con il passare del tempo il produttore d'oltre oceano ha vissuto di alti e bassi rimanendo comunque sempre una delle aziende più attive nel panorama internazionale.A testimonianza di ciò dopo il successo ottenuto con i vari Razr V3 e PEBL, Motorola è stata una delle realtà che per prime ha creduto al progetto di Google, adottando per le proprie soluzione l'attuale sistema operativo mobile più diffuso al mondo, ovvero Android.Come da tradizione, il produttore statunitense ha cercato da subito di distinguersi anche tra i produttori di terminali Android grazie all'adozione di particolari design o di soluzioni stilistiche singolari, cercando così di doppiare il successo ottenuto negli anni passati con terminali come Motorola V3 e Motorola PEBL. Purtroppo, tuttavia, l'universo Android nasconde un sacco di difficoltà; prima su tutte la diffusione in grande scala dello stesso OS che sfocia in una concorrenza davvero spietata, sulla quale prevalere è diventata un missione molto complicata.

Per questo motivo occorre avere una gamma di prodotti molto ampia e che soddisfi tutte le esigenze dell'utenza alla quale solo destinati. A fianco a soluzioni "estrose" come Backflip e Flipout, indubbiamente interessanti ma destinate ad un pubblico con gusti particolari, Motorola inserisce quindi nella propria gamma anche soluzioni più "concrete" come ad esemprio Atrix, Milestone o il rugged Defy. Queste ultime soluzioni sono quelle caratterizzate da un design più lineare e classico e, guardacaso, sono anche le soluzioni che fino ad ora hanno riscontrato maggior successo.Ci sono poi terminali che affiancano estrosità e concretezza in un unica soluzione cercando di soddisfare in un unico prodotto sia gli amanti dello stile che quelli più interessati alle prestazioni. È questo il caso dell'ultimo Motorola Razr, che, pur portando in dote un nome diventato famoso grazie a un terminale del passato, offre una scheda tecninca al passo con le attuali richieste, tranquillamente paragonabile a quella di molti terminali di fascia alta della concorrenza.Proprio Motorola Razr è l'oggetto della recensione di oggi. Di seguito troviamo quindi la scheda tecnica del terminale. Ricordiamo che nel caso in cui disponibili le informazioni sono state ricavate dal sito ufficiale del produttore.

La giornata odierna vede il debutto ufficiale della seconda generazione di APU, Accelerated Processing Unit, di AMD destinata all'utilizzo in sistemi notebook di fascia medio alta. Ci riferiamo alle proposte note con il nome in codice di Trinity, disponibili sul mercato come soluzioni della serie A-4000, che in varie occasioni ufficiali AMD ha mostrato in funzione evidenziando come il connubio tra CPU e GPU integrate nello stesso componente permettesse di ottenere un livello prestazionale medio molto ben bilanciato.Trinity viene dopo Llano, la prima generazione di APU AMD costruita con tecnologia a 32 nanometri, presentata in declinazione per sistemi notebook nel corso del mese di Giugno 2011. E' trascorso poco meno di un anno e AMD con Trinity cambia le carte in tavola aggiornando la propria APU sia per la componente CPU come per quella GPU, lasciando invariato il solo processo produttivo che rimane quello a 32 nanometri con produzione delegata a GlobalFoundries.Volendo fare un paragone con le architetture Intel potremmo definire il passaggio da Llano a Trinity come una fase di Tock, nella quale cioè a parità di tecnologia produttiva utilizzata viene introdotta una microarchitettura completamente nuova. In questo caso le novità per AMD riguardano la APU nel suo complesso, avendo Trinity significative differenze rispetto a Llano tanto nella componente CPU come in quella GPU.

L'utilizzo della stessa tecnologia produttiva a 32 nanometri adottata per la produzione delle APU Llano ha implicato un aumento della superficie del die delle proposte Trinity: passiamo dai precedenti 228 millimetri quadrati agli attuali 246, con un incremento nel numero di transistor da 1,178 miliardi sino a 1,303 miliardi. Ad un aumento di poco meno dell'8% della superficie del die corrisponde un incremento del 10% nel numero di transistor, richiesto sia dall'utilizzo di una nuova architettura dal versante CPU, quella Piledriver, sia dalla componente GPU integrata che passa all'architettura VLIW-4 della famiglia Nothern Island.A caratterizzare le proposte della famiglia Trinity troviamo anche nuovi intervalli per i TDP, indicazione del livello di consumo massimo generato dalla APU durante il funzionamento e quindi linea guida di riferimento per il corretto dimensionamento dei sistemi di raffreddamento abbinati. Se le declinazioni per sistemi desktop verranno proposte con valori di 65 Watt e 100 Watt a seconda dei modelli per quelle mobile AMD ha introdotto anche versioni con TDP massimo pari a 17 Watt, accanto a quelle da 35 Watt e da 45 Watt comuni anche alle proposte Llano. La disponibilità di versioni con TDP di 17 Watt è un attacco diretto alle soluzioni Intel per sistemi Ultrabook: con Trinity AMD vuole estendere la propria presenza nel settore dei sistemi notebook, andando a presidiare anche quello dei portatili di più ridotte dimensioni curati in modo particolare nel design.

Il debutto odierno riguarda le sole versioni di APU Trinity destinate all'utilizzo in sistemi notebook; AMD ha voluto privilegiare questa classe di dispositivi così come avvenuto anche con le soluzioni Llano lo scorso anno, mossa del resto più che sensata considerando come sia questo il settore maggiormente trainante del mercato. Per le versioni destinate a sistemi desktop bisognerà ancora attendere alcuni mesi: AMD non ha infatti direttamente indicato il periodo di debutto se non un generico terzo trimestre 2012.Perché il debutto di una nuova generazione di APU è strategico per AMD? Questi prodotti riescono a mettere a disposizione un connubio ritenuto ideale al momento attuale: un buon livello prestazionale della componente CPU, per le tradizionali operazioni di produttività personale, affiancato dalle potenzialità di un sottosistema video integrato che risulta essere superiore a quanto fornito dalle schede video discrete di fascia entry level presenti sul mercato fino allo scorso anno.

Questa miscela di qualità è la stessa proposta da Intel con i processori della famiglia Core, in particolare se basati sulla nuova architettura Ivy Bridge. Se la declinazione di Intel è sbilanciata dal versante CPU, per le qualità proprie dell'architettura Core, le soluzioni APU di AMD hanno sin dalle proposte Llano evidenziato la componente GPU quale punto di forza. Considerando come l'utilizzo dei PC, tanto per attività produttive come per l'intrattenimento, stia diventando sempre più legato alla componente visual ben si capisce quale importanza rivesta per AMD questa famiglia di prodotti.Azioni di cecchinaggio, fasi stealth, grandi spazi aperti, fisica accurata e balistica finemente riprodotta, grafica da urlo. Sono queste le premesse incoraggianti del secondo capitolo di Sniper Ghost Warrior, in sviluppo ancora presso la software house polacca City Interactive. Il primo grande cambiamento rispetto al passato riguarda proprio il motore grafico: si passa, infatti, da Chrome Engine 4 (tecnologia allestita da Techland) all'avveniristico CryEngine 3 di Crytek e, come vedremo, i risultati sono effettivamente strabilianti, perlomeno in fatto di grafica.

Ma City Interactive vuole ascoltare anche il feedback degli utenti che hanno giocato il primo capitolo. Due erano le rimostranze principali: l'eccessiva linearità del gioco single player e la presenza di sezioni action poco rifinite. Lo sviluppatore ha, pertanto, aggiunto molte più sezioni cinematografiche e reso ogni momento della campagna single player altamente coinvolgente. Inoltre, sono state eliminate del tutto le sezioni action, dove si sparava all'impazzata come in un Call of Duty comunque, inserendo più duelli cecchino contro cecchino.City Interactive non è solamente uno sviluppatore, ma è anche uno dei publisher più iconici del mondo dei videogiochi. Sviluppa sulla maggior parte delle piattaorme, tra cui Xbox 360, PlayStation 3, Wii, DS e PC. La compagnia è stata creata nel 2002 combinando una casa di distribuzione con due unità di sviluppo indipendenti. Nella strategia di lungo termine di City Interactive c'è anche l'espansione verso i mercati internazionali, mentre in Polonia è punto di riferimento per l'industria dei videogiochi.Oltre alla sede principale di Varsavia, City Interactive ha studio a Rzeszów, Katowice, Poznan e Bydgoszcz, in Polonia; mentre più recentemente ha aperto le divisioni di Bucarest, Romania; con nuovi uffici anche in Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. È conosciuta principalmente proprio per la serie Sniper Ghost Warrior, ma ha prodotto complessivamente oltre 50 videogiochi, tra cui le serie Art of Murder, Chronicles of Mistery, Code of Honor, Combat Wings, Terrorist Takedown.

In Sniper Ghost Warrior 2 si seguirà una storia raccontata in diverse epoche storiche. Non ci sono ancora dettagli precisi, ma sembra che il flusso delle vicende si sposti dal passato al presente. Ci saranno accadimenti contestualizzati nella guerra nella ex-Jugoslavia, quindi nei primi anni '90, con altri livelli di gioco invece ambientati nella modernità. Nella sequenza iniziale, ad esempio, si assiste a una scena dalla prospettiva esterna, con riprese cinematografiche, mentre il personaggio interpretato dal giocatore viene brutalmente interrogato dalle milizie serbe.Ci saranno diverse location modellate secondo le caratteristiche delle controparti reali. Il gioco inizierà nella città si Sarajevo, con il giocatore che dovrà infiltrarsi tra le linee militari serbe ma, stando alle promesse degli sviluppatori, ci sarà grande varietà negli scenari. Finora sono stati rivelati i livelli di gioco delle Filippine, che trae enorme vantaggio dalla capacità di CryEngine 3 di gestire grandi spazi aperti con grossa presenza di vegetazione, e il livello montagonoso e ricoperto dalla neve del Tibet.

Ultrabook è un termine ormai entrato nel gergo degli appassionati, che si propone di racchiudere all'interno della propria definizione un nuovo concetto di PC portatile, fortemente voluto da Intel e nel quale sono stati investiti circa 300 milioni di dollari. Già, poiché Ultrabook è a tutti gli effetti un marchio registrato proprio da Intel, la quale permette ai propri partner di utilizzarlo a patto di soddisfare alcune caratteristiche base, divenute nel tempo sempre meno stringenti. Ne parleremo fra poco.Alla base di questa nuova definizione troviamo un motivo molto chiaro e concreto: rilanciare il PC portatile in un mondo che sembra avere interesse solo per tablet PC e smartphone, complici anche PC portatili da troppo tempo immutati, forse troppo simili a quelli di cui già si dispone e dei quali non si sente l'esigenza di una sostituzione.Con Ultrabook Intel vorrebbe far passare un messaggio chiaro alla propria clientela, ovvero quello di trovarsi di fronte ad una unità ricercata nel design, molto sottile, senza per questo rinunciare alle prestazioni e a un peso contenuto, dotata inoltre di una buona autonomia di esercizio. Se qualcosa non vi suona nuovo è tutto normale: da tempo esistono apparecchi di questo tipo, ma sono stati soprattutto destinati alla fascia molto elevata di mercato, oppure incarnati da prodotti come Apple MacBook Air.

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